Artefatti di Internet #46 – MySpace Tom (2003)
Nella primavera del 2003, Tom Anderson vide l’ascesa di piattaforme come Friendster e sentì che era un’occasione mancata per creare una piattaforma più creativa. Ha concepito MySpace come un luogo in cui gli utenti potevano esprimersi, consentendo anche HTML e CSS personalizzati sui profili degli utenti. La piattaforma ha guadagnato terreno per la prima volta nella scena musicale di Los Angeles, dove le band hanno utilizzato il sito per promuovere le loro canzoni. Man mano che il sito cresceva, iniziò a lanciare la carriera di band come i Panic! in discoteca. Tom è diventato lui stesso una celebrità, poiché era il primo amico predefinito di tutti su MySpace. A ottobre, la piattaforma aggiungeva 10.000 nuovi utenti al giorno.
È difficile ricordare oggi quanto fosse importante Myspace e come qui siano nati artisti come Lily Allen, gli Arctic Monkeys e perfino Adele. D’altra parte, di tempo ne è passato parecchio: quelli di Myspace erano gli anni della moda emo, con tanto di capelli improbabili, profili imbarazzanti su Netlog (altro protagonista della preistoria social) e canzoni dedicate alla tristezza adolescenziale. Erano gli anni in cui Cristiano Ronaldo debuttava al Manchester United, usciva il primo disco di 50 Cent e il Concorde smetteva di volare.
Un’altra epoca, in cui Facebook e Twitter non avevano ancora travolto la società, l’approccio nei confronti dei social era molto più ingenuo e la nostra pagina di Myspace veniva personalizzata con una tale mole di immagini, sfondi, video e gallery da rendere il suo caricamento – per la banda di allora – una missione quasi impossibile (aspetto che potrebbe anche aver giocato un ruolo nella prematura fine di questo social). Sono passati vent’anni da quando, nell’agosto 2003, nacque Myspace, inizialmente una sorta di clone di Friendster (da cui anche Facebook ha preso molto).









