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Le aziende giapponesi hanno mosso i primi passi alla fine degli anni ’90 per sviluppare emoji per dispositivi mobili. Il primo set di 90 emoji è stato rilasciato da J-Phone (ora SoftBank Mobile) sul telefono SkyWalker DP-211SW nel novembre 1997. Il telefono non si è venduto bene e gli emoji potevano essere condivisi solo tra gli utenti di quello specifico modello, limitando la loro diffusione. Nonostante l’inizio lento, una versione successiva del set di emoji di SoftBank è diventata la base per gli emoji di Apple apparsi con il rilascio di iOS 2 nel 2008 e che hanno portato alla loro standardizzazione da parte di Unicode nel 2010.
I primi emoji furono creati da Shigetaka Kurita, uno sviluppatore della compagnia di telefonia mobile NTT DoCoMo. Kurita faceva parte di un team che stava lavorando alla creazione di una serie di icone standardizzate che potessero essere utilizzate sui telefoni cellulari per trasmettere concetti e idee diversi. La parola “emoji” è in realtà una combinazione delle parole giapponesi “e”, che significa “immagine”, e “moji”, che significa “carattere”. I primi emoji erano semplici icone in bianco e nero, ma col tempo sono diventati più sofisticati e colorati. Oggi, gli emoji sono un modo popolare per comunicare emozioni e idee nella comunicazione elettronica, inclusi SMS, e-mail e social media.
Criticalpast è un servizio che fornisce un favoloso archivio di video storici da vedere gratis online o da scaricare sottoscrivendo piani a pagamento. Criticalpast raccoglie milioni di foto e oltre di 50.000 filmati di valore storico. Grazie ad un comodo motore di ricerca ed una intuitiva linea temporale è possibile rintracciare facilmente materiale in base ad un determinato periodo di riferimento. I contenuti partono dal 1890 ed arrivano fino agli anni ’90: si tratta di video storici, documentaristici, un enorme mole di materiale video di grande valore culturale, imperdibile per studenti, professori, storici ed appassionati. Da vedere.
Nel 1996, Pepsi lanciò il suo primo sito web, “Pepsi World”, caratterizzato da un web design all’avanguardia per l’epoca. Il sito spiegava che l’obiettivo era “accendere il centro nevralgico della tua immaginazione a un livello mai sperimentato prima”. Il caotico sito presentava una serie di minigiochi Flash in una sezione intitolata “Lab Rats”. Inoltre, per qualche motivo, ha ospitato una sezione interamente dedicata all’astrologia e ha dedicato un’intera pagina alla promozione del nuovo album di Shaquille O’Neal, “You Can’t Stop The Reign”. (continua)
EmailFuture è una curiosa applicazione web che ci permette di programmare l’invio di e-mail per date future. Il funzionamento è estremamente semplice ed una volta collegati al servizio dovrete inserire negli appositi spazi il vostro indirizzo di posta elettronica, l’oggetto ed il testo del messaggio. Successivamente selezionare la data, l’ora ed il fuso orario in cui desiderate inviare l’email, e se renderla pubblica o privata, per poi cliccare su ‘”Send”. Il servizio permette di inviare la vostra email sino ad un massimo di 4 indirizzi. Un ottima soluzione se volete programmare le ricorrenze importanti, come ad esempio gli auguri per i compleanni, gli onomastici, gli anniversari ed altro ancora. Il servizio è gratuito e non richiede registrazione.
Heaven’s Gate era un culto incentrato sugli UFO che credeva che la salvezza risiedesse nel lasciare il pianeta a bordo di un’astronave. Composto principalmente da programmatori di computer, il gruppo gestiva una società di web design all’avanguardia chiamata “Higher Source” che offriva un’ampia gamma di servizi. Il 26 marzo 1997 i 39 membri si tolsero la vita, convinti che il passaggio della cometa Hale-Bopp nascondesse un’astronave. Da allora, il loro sito web a tema spaziale è rimasto congelato nel tempo, presentando uno sfondo punteggiato di stelle e un messaggio finale che proclama che “i nostri 22 anni di lezione qui sul pianeta Terra stanno finalmente giungendo alla conclusione”. (continua)
Molti conosceranno già Kseniya Simonova, ventiseienne artista ucraina che usa la sabbia per i suoi disegni estemporanei. Non si può rimanere indifferenti alla maestria di Kseniya Simonova che su un piano luminoso disegna con le dita quadri di grande bellezza. Negli otto minuti del video si vede la Simonova che con dimestichezza sposta, ammucchia, solca e segna uno strato di sabbia creando disegni sempre diversi, sempre sorprendenti. Nella parte finale del video, crea un’animazione della seconda guerra mondiale, rievocando l’invasione della Germania in Ucrania, facendo emozionare il pubblico presente. Difficile “catalogare” questa sua arte, probabilmente non appartiene a nessun genere, ma che sia originale, sicuramente.
I Beanie Babies sono stati uno dei primi successi su Internet. Creati da Ty Warner nel 1993, gli animali di peluche avevano un prezzo compreso tra $5 e $7 ed erano leggermente imbottiti con palline di plastica. I peluche venivano venduti solo in negozi specializzati e diversi personaggi venivano spesso ritirati, rendendoli altamente collezionabili.
L’URL del sito web è stato inserito sui cartellini dei beanie babies, una mossa insolita all’epoca ma che ha dato i suoi frutti. La mania è iniziata quando un gruppo di mamme di periferia vicino a Chicago ha iniziato a chiamare i negozi a livello nazionale per rintracciare i personaggi più rari. Nel maggio 1997, i Beanie Babies rappresentavano il 6% delle vendite annuali totali di eBay (500 milioni di dollari), prima che la bolla scoppiasse definitivamente all’inizio del millennio. (continua)
Anche questo è uno dei tre/quattro servizi a cui non potrei rinunciare. Raindrop è un raccoglitore di favoriti. Serve appunto a salvare articoli, immagini, video e pagine dal web e dalle applicazioni. Raggruppa e organizza i preferiti in raccolte utilizzando i tag per trovarli più facilmente. Ogni raccolta avrà un aspetto unico con icona e vista personalizzata. Si può condividere le raccolte e lavorare in collaborazione con colleghi, amici e familiari. Inoltre si può importare i segnalibri dal browser e da altri servizi.
La prima copia sopravvissuta della home page di Apple è del 1996, durante il suo periodo più turbolento. Apple era alle prese con un minimo storico dal punto di vista finanziario, con conseguenti licenziamenti diffusi e perdita di fiducia sia tra gli azionisti che tra i clienti. Nello stesso anno, Apple decise di acquisire la società NeXT e il suo sistema operativo per 429 milioni di dollari, riportando Steve Jobs in Apple per la prima volta dal 1985.
Il ritorno di Steve Jobs in Apple lo ha visto concentrare nuovamente le energie dell’azienda sulle sue filosofie fondamentali: ingegneria innovativa unita a una leggendaria facilità d’uso. Jobs ha semplificato la linea di prodotti Apple; i mercati di riferimento sono diventati semplicemente domestici e professionali. Il primo nuovo computer sotto il suo segno presentava notevoli somiglianze con il Macintosh originale prodotto 14 anni prima e, riconoscendo la crescita di Internet, fu chiamato iMac. L’iMac includeva un software che consentiva a una persona non iniziata l’accesso immediato a Internet. È stata la prima scatola all-in-one a incorporare un modem. (continua)