Appunti Corti #127

Devo dirlo o rischio di scoppiare: provo un disgusto profondo verso certi personaggi che si pavoneggiano sui social come se sapessero tutto, mentre nella realtà sembrano inconsapevoli come insetti attratti dalla luce di una trappola.
Provo rabbia, lo ammetto, e mi sento anche in colpa per questo. Perché credo nella libertà, anche per chi la usa male o parla solo per impulso, senza pensiero. Eppure, ogni volta che li ascolto proclamare con arroganza la propria ignoranza, una parte di me vorrebbe scuoterli con forza, come se servisse a svegliarli.
Il peggio è che questi atteggiamenti non sono solo irritanti: sono pericolosi. Perché un regime non arriva più coi carri armati: basta l’indifferenza, la divisione, l’egoismo e la rabbia mal direzionata. E noi ci stiamo cadendo dentro, passo dopo passo, mentre loro ridono.
Il senso di colpa nasce proprio da qui: sapere che vanno difesi anche loro, anche se stanno contribuendo — inconsapevolmente — a distruggere lo spazio in cui quella stessa libertà può esistere.

Appunti Corti #126

Negli ultimi tempi mi capita spesso di vedere sui social post di giovani che, con apparente fierezza, mostrano un’ignoranza profonda su storia e politica recente. Allo stesso tempo, però, esibiscono una sorta di nostalgia per ideali o simboli che non hanno mai davvero conosciuto. Una nostalgia vuota, priva di esperienza e comprensione.
Questa tendenza mi fa riflettere su come il confronto politico tra destra e sinistra si sia trasformato. Il terreno dello scontro non è più l’economia: da decenni la sinistra ha abbandonato quella battaglia, accettando senza reagire il predominio del neoliberismo iniziato negli anni ’80 con Reagan e Thatcher. La logica del profitto privato e delle perdite pubbliche è diventata normale, la corruzione è sistemica e la concorrenza è solo un’illusione. Dopo la crisi del 2009, quel fronte è stato chiuso, sconfitto e dimenticato.
Oggi, lo scontro si è spostato su temi sociali e culturali. La destra non parla più di economia, ma si concentra su diritti civili, sessualità, alimentazione, ecologia… in una guerra simbolica dove ogni scelta è una reazione all’altra parte. Se la sinistra promuove una causa, la destra la combatte a prescindere. Non c’è più un progetto: solo provocazione, solo contrapposizione.
Questo arretramento culturale su libertà e diritti dovrebbe preoccupare tutti. E forse, in modo confuso, anche chi dice di rimpiangere “Silvio” lo percepisce: almeno in quel periodo, pur con tutti i suoi limiti, la politica conservatrice non metteva apertamente in discussione le libertà fondamentali.

Appunti Corti #125

Una delle questioni peggiori della vita, dei rapporti e delle cose, almeno per me, è il non riuscire a comprenderne il funzionamento.
Posso pensare mille modi, costruire mille castelli, fare mille progetti ma, prima, debbo conoscere la struttura base, lo scheletro. Debbo prima capire bene se, il mio pensare, il mio costruire e il mio fare, ha un senso.
Non che tutto lo debba avere ci mancherebbe, ma che almeno non sia tempo perso e che almeno abbia un filo di valore.
Si potrebbe obbiettare che i tre elementi: vita, rapporti e cose, sono elementi distinti e quindi ci si deve rapportare in maniera diversa, ed è vero ma, per la legge di interconnessione, tutto è legato e quindi tutto ha un senso di funzionamento.

Appunti Corti #124

Uscire dalle abitudini della quotidianità che la vita, a volte crea, è un’impresa difficile. Col passare del tempo nascono tanti piccoli fili sottili e resistenti come ragnatele che, a loro volta, creano un’impalcatura, uno scheletro, dal quale è difficile uscire. Ogni giorno, si sente quasi il dovere e l’obbligo di comportarsi al medesimo modo, seguendo il medesimo percorso e adottando le medesime azioni. Forse si chiama “aspettativa”, questa architettura fatta di gesti, questa abitudine fatta di comportamenti uguali. E nasce quasi spontaneo il tangibile desiderio di uscire da questo binario, il voler trovare quel qualcosa che dia una sterzata alla quotidianità ormai stantia. E il desiderio si sa, è illuminazione.

Appunti Corti #123

Parlare sempre di attualità. Perché parlare di ciò che è inattuale e sfugge al tempo per farsi universale presente, è davvero difficile.
Scrivere d’amore, di morte, della vita in generale, dei sentimenti e di come e cosa siamo fatti è compito impervio. Lì si vede la capacità del linguaggio.
La lunga meditazione in vita che permette di astrarsi da ciò che possediamo per scomporci in piccoli anfratti di pensiero che come mosaico illustrano la vita.

Appunti Corti #122

Capita, mi capita, quando acquisto entusiasta un libro, parto sparato a leggerlo e poi, con lo scorrere delle pagine, comincio ad arrancare, come se dovessi salire una  ripida salita. Il fiato corto prende il sopravvento e quasi con vergogna, si girano le spalle, si chiude il libro, e senza esser visti da nessuno, almeno questa è la speranza che campeggia a chiare lettere nella mente, con mestizia, si abbandona.

Appunti Corti #121

L’erba del prato mossa da un leggero vento, mi porta a pensare alle montagne che ho vissuto questa estate. La montagna dona tantissimo; è affascinante, profonda, emozionante, sa offrirci sensazioni, profumi e colori. Ognuno può viverla come crede, come desidera. Le opportunità non mancano. La montagna riesce a mettere in luce i nostri limiti, le nostre forze, le nostre debolezze. Quell’avanzare verso la meta, il tremore dei muscoli stremati e il sudore che dopo un attimo si trasforma in gelo, sulla schiena, sono sensazioni uniche. I panorami incantevoli, le nuvole bianche, incantano la vista e sgombrano la mente. La libertà, riecheggia come un grido nell’aria.

Appunti Corti #120

Fuori nubi sottili, settembrine, dentro mura dense, solide. Non soffro di ‘prigionia’ anzi, con il verde che circonda la casa, le opportunità di aria e natura non mancano, ma la scorgo negli occhi incrociati di anonimi passanti e un po’ mi rattrista. Basterebbe poco per aver gioia della vita; i raggi di sole che avvisano l’inizio del giorno, il profumo del sugo che arriva dalla cucina, la telefonata inaspettata di una persona cara e soprattutto sopra ogni cosa, il saper di stare in salute. Troppe volte ci si dimentica di quando poco basti far sorridere i nostri occhi, farli evadere da quella ‘prigione’ che è dentro la nostra mente.

Appunti Corti #119

Ci sono persone che ti piacciono perché le stimi, altre perché sono intelligenti, altre perché sono belle. Ci sono quelle di cui apprezzi l’ironia, la spontaneità, il coraggio. Ci sono quelle che ti stupiscono con un gesto, quelle su cui puoi contare sempre, quelle che ti insegnano qualcosa. Ci sono persone che ti piacciono per come si muovono, per il tono della voce, perché sanno raccontare le cose. Ci sono quelle che ti conquistano con la determinazione, con la bontà, con il talento. Ci sono esseri umani che ti fanno commuovere, che ti illuminano, che hanno il tuo stesso sangue. Ci sono gli amici che scegli, quelli che ti deludono e perdoni, quelli grazie ai quali cambi, quelli per cui non cambi mai. Ci sono persone che ti convincono, che ti sorprendono, che ti affascinano. E poi ci sono le persone che senti. E non necessariamente sono queste cose, forse ne sono alcune, a volte nessuna. Magari non sono perfette, non sono infallibili e sbagliano tutto. Eppure sono le persone che senti. Quelle che sembra che qualcuno vi abbia sintonizzato sulla stessa frequenza radio in un tempo in cui la radio non esisteva ancora.

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Ho scritto questo post nel lontano 2007, pubblicandolo sul il mio primo blog. Ebbe un discreto successo nella rete web visto che molti lo condivisero, tanti scrivendo la fonte, altri con la sigla ‘anonimo’, altri con la sigla ‘dal web’ e altri spacciandolo per loro.

Appunti Corti #118

Ed ecco che, all’improvviso, scopriamo quanto siamo fragili.
Ogni programma, ogni convinzione, ogni preoccupazione del vivere quotidiano perde importanza dinanzi al manifestarsi della nostra fragilità materiale, non dimentichiamolo quando il momento in cui la natura si sarà quietata potremo riprendere le nostre routine da stupide creature con i pensieri persi nella presunzione di potere ogni cosa, di essere invincibili, di poter comandare tutto e tutti.