Appunti Corti #132 

La poesia è… tante cose. Non basterebbe la lunghezza di un post per scrivere tutti gli aggettivi che una poesia può avere, che una poesia può essere. Per brevità, sono pienamente consapevole che la poesia è tutto perché tutto può stare dentro in una poesia.
Personalmente amo la poesia che riesce ad arrivare alla parte più profonda, nella sensibilità che si nasconde per carattere o per paura.
Personalmente amo la poesia che arricchisce, che può rendere migliore qualche momento, che può essere spunto di riflessione su se stessi e sul mondo.
Personalmente amo la poesia che sa rendere la vita un posto migliore, più accogliente.

Appunti Corti #131

A volte concentriamo le nostre forze nel vedere la parte buia, concentriamo i nostri pensieri sulla negatività, su ciò che sembra impossibile poter cambiare.
In determinati momenti della nostra vita prevale il nero, ma se ci fermassimo un solo attimo a guardare quello spiraglio di luce che si intravede alla fine del cammino, se iniziassimo ad apprezzare le piccole cose e a far caso ai momenti che ci hanno reso felici, che ci hanno rubato un sorriso, tutto cambierebbe in base alla nuova prospettiva.
Tutto cambia in base alla prospettiva.

Appunti Corti #130

Molte volte penso al passato e agli errori fatti.
Gli errori, come dicono gli psicologi e i saggi, non fanno solo male ma sono anche un’opportunità. Per questo non vanno demonizzati ma accettati come ingredienti necessari, e spesso preziosi, di ogni esperienza. Gli errori permettono infatti di sperimentare, di esplorare le varie possibilità, fino a individuare la decisione migliore.
La verità è che non siamo mai pronti né abbastanza sicuri di nulla. Si prova, si sbaglia, si soffre e si spera di crescere.
Alla mia non più tenera età, non posso che confermare questa tesi.
Gli errori sono serviti, servono, sono esperienze. Se ne prende atto, gli si accetta.
La vita richiede molta pratica.

Appunti Corti #129

Sento ancora palpabili le cicatrici passate, ci sono ancora.
Affetti feriti, responsabilità mancate, molte volute.
Avevo sperato in un disegno nuovo della realtà, in una forza che intervenisse a cambiare le cose con naturalezza e decisione, allo stesso tempo.
Invece, ci sono ancora.
Sono presenti e non le so gestire o meglio rimuovere.
Tornano casualmente e lievemente si insinuano nelle pieghe del pensiero, senza regole ma avvertibili, ci sono ancora.
Sono una regola e pertanto so gestirla ma vorrei tanto diventasse una eccezione, e non ci fosse più.

Appunti Corti #128

Il dolore è un sentiero che dobbiamo percorrere da soli. Andare da uno specialista del dolore – un medico, un prete, uno psicoterapeuta – vuol dire affidare a qualcuno il compito di far rientrare il proprio dolore in una narrazione: ossia di renderlo comune: e dunque falso. Perché tutto ciò che è sociale è falso, radicalmente incapace di verità. E tutto ciò che è vero è indicibile, perché irrimediabilmente singolare. Come la direzione, il verso-dove di questo dolore – che non è stanchezza, non è debilitazione, non è depressione, non ha alcun nome sociale, non è scritto su nessun libro: perché è mio. Perché sono io.

Appunti Corti #127

Devo dirlo o rischio di scoppiare: provo un disgusto profondo verso certi personaggi che si pavoneggiano sui social come se sapessero tutto, mentre nella realtà sembrano inconsapevoli come insetti attratti dalla luce di una trappola.
Provo rabbia, lo ammetto, e mi sento anche in colpa per questo. Perché credo nella libertà, anche per chi la usa male o parla solo per impulso, senza pensiero. Eppure, ogni volta che li ascolto proclamare con arroganza la propria ignoranza, una parte di me vorrebbe scuoterli con forza, come se servisse a svegliarli.
Il peggio è che questi atteggiamenti non sono solo irritanti: sono pericolosi. Perché un regime non arriva più coi carri armati: basta l’indifferenza, la divisione, l’egoismo e la rabbia mal direzionata. E noi ci stiamo cadendo dentro, passo dopo passo, mentre loro ridono.
Il senso di colpa nasce proprio da qui: sapere che vanno difesi anche loro, anche se stanno contribuendo — inconsapevolmente — a distruggere lo spazio in cui quella stessa libertà può esistere.

Appunti Corti #126

Negli ultimi tempi mi capita spesso di vedere sui social post di giovani che, con apparente fierezza, mostrano un’ignoranza profonda su storia e politica recente. Allo stesso tempo, però, esibiscono una sorta di nostalgia per ideali o simboli che non hanno mai davvero conosciuto. Una nostalgia vuota, priva di esperienza e comprensione.
Questa tendenza mi fa riflettere su come il confronto politico tra destra e sinistra si sia trasformato. Il terreno dello scontro non è più l’economia: da decenni la sinistra ha abbandonato quella battaglia, accettando senza reagire il predominio del neoliberismo iniziato negli anni ’80 con Reagan e Thatcher. La logica del profitto privato e delle perdite pubbliche è diventata normale, la corruzione è sistemica e la concorrenza è solo un’illusione. Dopo la crisi del 2009, quel fronte è stato chiuso, sconfitto e dimenticato.
Oggi, lo scontro si è spostato su temi sociali e culturali. La destra non parla più di economia, ma si concentra su diritti civili, sessualità, alimentazione, ecologia… in una guerra simbolica dove ogni scelta è una reazione all’altra parte. Se la sinistra promuove una causa, la destra la combatte a prescindere. Non c’è più un progetto: solo provocazione, solo contrapposizione.
Questo arretramento culturale su libertà e diritti dovrebbe preoccupare tutti. E forse, in modo confuso, anche chi dice di rimpiangere “Silvio” lo percepisce: almeno in quel periodo, pur con tutti i suoi limiti, la politica conservatrice non metteva apertamente in discussione le libertà fondamentali.

Appunti Corti #125

Una delle questioni peggiori della vita, dei rapporti e delle cose, almeno per me, è il non riuscire a comprenderne il funzionamento.
Posso pensare mille modi, costruire mille castelli, fare mille progetti ma, prima, debbo conoscere la struttura base, lo scheletro. Debbo prima capire bene se, il mio pensare, il mio costruire e il mio fare, ha un senso.
Non che tutto lo debba avere ci mancherebbe, ma che almeno non sia tempo perso e che almeno abbia un filo di valore.
Si potrebbe obbiettare che i tre elementi: vita, rapporti e cose, sono elementi distinti e quindi ci si deve rapportare in maniera diversa, ed è vero ma, per la legge di interconnessione, tutto è legato e quindi tutto ha un senso di funzionamento.

Appunti Corti #124

Uscire dalle abitudini della quotidianità che la vita, a volte crea, è un’impresa difficile. Col passare del tempo nascono tanti piccoli fili sottili e resistenti come ragnatele che, a loro volta, creano un’impalcatura, uno scheletro, dal quale è difficile uscire. Ogni giorno, si sente quasi il dovere e l’obbligo di comportarsi al medesimo modo, seguendo il medesimo percorso e adottando le medesime azioni. Forse si chiama “aspettativa”, questa architettura fatta di gesti, questa abitudine fatta di comportamenti uguali. E nasce quasi spontaneo il tangibile desiderio di uscire da questo binario, il voler trovare quel qualcosa che dia una sterzata alla quotidianità ormai stantia. E il desiderio si sa, è illuminazione.

Appunti Corti #123

Parlare sempre di attualità. Perché parlare di ciò che è inattuale e sfugge al tempo per farsi universale presente, è davvero difficile.
Scrivere d’amore, di morte, della vita in generale, dei sentimenti e di come e cosa siamo fatti è compito impervio. Lì si vede la capacità del linguaggio.
La lunga meditazione in vita che permette di astrarsi da ciò che possediamo per scomporci in piccoli anfratti di pensiero che come mosaico illustrano la vita.