Emozioni

Si dovrebbe trascorrere ogni giorno emozionandosi almeno un po’, cercando la bellezza nei fiori, nella poesia, nella musica, parlando con gli animali,  con i vecchi.

Bisognerebbe capire che la vita senza emozioni conta poco, che le emozioni sono la parte migliore della nostra quotidianità, che danno un senso alla vita.

Converrebbe imparare che solo una vita vissuta così è una vita che è valsa la pena di vivere. E alla fine dei nostri giorni i rimorsi non avranno avuto spazio.

Imparare

Impari con fatica e umiltà che la vita altro non è che un’alternarsi di gioie e dolori. Un susseguirsi di tante piccole vite, vissute un giorno alla volta.

Impari che la vita è osservare un tramonto, stringere la mano a un malato, lo scodinzolare del tuo cane quando ti vede, il pianto incompreso di un neonato, il sorriso sincero del tuo amore, la speranza di una guarigione. 

Impari a vivere ogni giorno ringraziando la vita.

Lava

Da tempo ormai, l’area amichevole di cui si è riempita di volta in volta nel corso degli anni, la mia vita, ha smesso di alimentarsi. Chi ho abbandonato, chi è rimasto distante, chi è scomparso e chi ho semplicemente smesso di sentire. Tutti nel contenitore affezione, nel reparto dispensa.
Non so cosa, non so come, non ho risposte o meglio non le cerco. L’abitudine, questa conosciuta amica-nemica, ormai da tempo, ha preso il sopravvento sulla gestione quotidiana della condivisione fisica, affettiva, amichevole
Quando un “lamento” non viene cancellato con un’azione “fisica”, rimane sommerso ma vivo e come la lava di un vulcano, è probabile che ogni tanto erutti.    

Sento

Sento diminuire il bisogno di contatto umano,
quel poco che avverto si esaurisce con i contatti virtuali.

Sento il desidero di distanze maggiori,
pace e luoghi tranquilli.
La montagna. Il bosco.

Sento il timore di non essere più in grado di vivere
in quella che un tempo era definita normalità.

Sento che l’isolamento, superato il dolore
e lo smarrimento iniziale,
sia la forma più estrema di libertà,
almeno mentale.

Ipersensibilità

Non so se sia l’età, anche se la saggezza dovrebbe rafforzare il sistema limbico non indebolirlo, fatto sta che, da qualche anno indiscutibilmente, mi accorgo di emozionarmi con estrema facilità. Davanti a visioni, azioni contrapposte come violenze o gentilezze, cattiverie o benevolenze, mi ritrovo fragile fino al punto di raggiungere il pianto con molta facilità. Non mi vergogno di esprimere questo sentimento che per molti sembrerà segno di debolezza. A onor del vero la cosa mi imbarazza non poco e preferirei non succedesse ma non ci posso far niente. Da quando ho un cane poi, davanti a soprusi, cattiverie e qualsiasi negatività su animali, su tutti gli animali, sono costretto a cambiare visione per evitare un grande malessere che mi porta solo disagio, sofferenza e inquietudine.
Quello che mi fa specie, e ritorno alle prime righe del post, è che qualche anno fa, la ragione la razionalità mi portava a discernere i fatti e le azioni con più logica, senza scendere in commozione.
Di tutto questo mi domando il perché.

Io non so scrivere

Io non so scrivere, sto imparando a scrivere.
E’ sempre stato un mio grande desiderio scrivere ma, per una serie di “ma”, esclusivamente di mia responsabilità, non l’ho mai messo in pratica. Solo una quindicina di anni fa ho cominciato con la musica.
Grande appassionato, da oltre cinquant’anni, mi sono detto: “Perché non scrivere qualche recensione? Ascolto dischi da sempre, la musica è il mio interesse e piacere primario, desidero imparare a scrivere, quale occasione migliore?”
Con tutte le imperfezioni che un incompetente manifesta come errori grammaticali, ortografici e lessicali, cominciai, consapevole del fatto che ci mettevo il cuore e che l’unica cosa che a me interessava era trasmettere le sensazioni e le emozioni che un disco mi infondeva, al di la dell’inesperienza giornalistica che a me certamente faceva difetto.
Ho scritto qualche centinaio di recensioni e un po’ alla volta le sto riversando in questo neonato blog personale.
Da pochi mesi mi sono avventato nella composizione di qualche haiku e di qualche prosa, senza particolare ambizione poetica. Sono per me semplici pensieri articolati in forma, un modo come un altro per tener uno “scripta manent” in una “mens sana”.

Il meno peggio

Non mi occupo attivamente di politica ma da uomo e cittadino mentalmente attivo sono attento a quello che mi succede intorno.
Per esperienza quasi cinquantennale, posso ma è opinione generale, tranquillamente affermare che non c’è mai stata un’opposizione che affermasse qualcosa di positivo al governo di turno.

Facile stare all’opposizione e pontificare su cosa si sarebbe dovuto o non dovuto fare.”

Mi viene quindi spontaneo pensare come sarebbe andata la prima fase dell’epidemia se al governo ci fossero stati Salvini, Meloni e company.
Al solo pensiero delle decine e decine di dichiarazioni del “capitano” e dei suoi lacchè di corte, rabbrividisco.
Ne ricordo alcuni: il virus non esiste, sono gli extracomunitari che lo portano sulle nostre terre, il virus che poi esiste ma è clinicamente morto, sul “riapriamo tutto”, sulle mascherine che non servono, sulla dittatura sanitaria ecc. ecc.

Con il seno di poi, nonostante che degli errori non siano mancati, ancora una volta mi appello alla regola del meno peggio. Della serie: “meglio questa realtà zoppicante, che un futuro che poteva essere disastroso.”

Ad maiora!

Oggi si celebra la Resistenza

Resistenza indica una forma di opposizione attiva alle aggressioni, proprio come quella messa in campo dai partigiani.

Nell’ultimo decennio si è assistito a un rafforzamento di formazioni politiche di estrema destra e fascistoidi. Peggio ancora, i loro obiettivi e le pratiche politiche dell’estrema destra hanno contaminato molte delle forze parlamentari e istituzionali che si definiscono antifasciste.
C’è ancora un fascismo, non necessariamente identico a quello del passato, ma c’è.

Oggi tutti i partiti di centrosinistra trovano una propria identità in opposizione all’estrema destra. Ma fanno molta più fatica a darsi un’identità in modo attivo, riconoscendosi in obiettivi comuni e in una visione di futuro, diventando infine complici degli stessi partiti fascistoidi di cui si dichiarano avversari.

È necessario ricordare quindi che l’antifascismo è una parola che indica una forma di opposizione attiva, proprio come quella dei partigiani, che si celebra il 25 aprile.

Resistenza significa sostenere e contribuire in ogni modo possibile, anche solo con parole di sostegno esplicito e pubbliche, di stare dalla parte dei deboli, di chi soffre, di chiede aiuto.

Resistenza significa scendere in piazza per ricordare i 40 mila partigiani morti combattendo armi in pugno il regime nazifascista, caduti provando a costruire per l’Italia un futuro di libertà.

Buon 25 aprile

Coerenza

Si dice che la coerenza è uno stretto legame tra le proprie idee e l’agire pratico. Bene, in effetti questa è coerenza, difficile ma è questa.
Quello che mi fa specie è che molti invece intendono per coerenza il mantenere le stesse idee. Quindi mai cambiare idea, dove per idea intendo un pensare politico, un credo spirituale, una posizione sociale o chicchessia.
Cambiare idea invece è lodevole, non bisogna vergognarsene, negarlo o accusare qualcuno per averlo fatto. Infatti, in realtà, in politica sono molti coloro che cambiano idea. Però negano di averlo fatto. E, nel frattempo, chi li accusa non entra nel merito ma denuncia solo la loro incoerenza. Come se la coerenza fosse un valore di per sé.

Cambiare idea è positivo, è un rinnovamento utile che fa crescere e che sprona a nuove azioni ma solo a una condizione che quest’ultime siano COERENTI con le idee.

Emozione…

È cosi difficile gestire un emozione?
Quando arriva a me scende una lacrima. Per me è cosi difficile che mi dico sempre: “È come se avessero toccato un nervo scoperto”, una specie di dolore che mi spiazza e che mi fa lacrimare. Quando mi emoziono mi si bagnano gli occhi e mi scende una lacrima. Un’emozione mi colpisce come un’onda di marea e cresce poi come uno tzunami, e mi spiazza perché non so mai esattamente dove andrà a finire. È un po’ come percepire il dolore nell’orecchio quando in realtà è il nervo del dente che, scoperto, soffre e mi fa dolere l’orecchio. Sembra strano, vero?
È cosi difficile gestire un’emozione?
Per me si. Quando mi arrabbio, quando piango e quando rido o resto in silenzio, magari non è proprio per quel che sento o vedo ma perché quel che sento o vedo è andato a toccare chissà dove quel nervo scoperto e mi fa male l’orecchio. Sembra strano vero? A me si. A me sembra strano tutto. La vita è strana. A me sembra strano anche che stia qui a scrivere queste cose che probabilmente non significano nulla e non importeranno a nessuno… Ma che scrivo ugualmente, magari per chissà quale emozione che è in me.

Politica

Se continuiamo a considerare la politica una cosa sporca, infettiva e contagiosa, lasciamo spazio a coloro che della politica fanno una professione, al fine esclusivo di perseguire il proprio utile e, così facendo, spianiamo la strada ai disonesti. A loro piace vincere facile e noi non facciamo niente per impedirglielo, salvo piangerci addosso e raccontarci che siamo noi quelli bravi, buoni ed onesti, quando invece siamo gli indifferenti.

Onda d’urto

Abbiamo una marea di uomini e donne con una cultura vasta e titolata. Persone che potrebbero dare molto a questa società. In un momento storico tra l’altro tra i più “medioevali” mai vissuti. E questi dove sono? Cosa fanno? Vivono in una sfera di cristallo? Mah! Non capisco questo loro silenzio, questa loro mancanza di “azione”. E’ proprio in questo periodo dove la sinistra latita, l’opposizione è in letargo, la classe politica che governa sta facendo male, che questa intellighenzia dovrebbe farsi sentire… Creare un’onda d’urto fatta di azioni verbali, fisiche, tutte rivolte a far crescere quella gioventù inerme e priva di interessi politico e sociali. Insomma una vera onda del “Se non ora quando?”

Ci sono…

Ci sono persone che ti piacciono perché le stimi, altre perché sono intelligenti, altre perché sono belle. Ci sono quelle di cui apprezzi l’ironia, la spontaneità, il coraggio. Ci sono quelle che ti stupiscono con un gesto, quelle su cui puoi contare sempre, quelle che ti insegnano qualcosa. Ci sono persone che ti piacciono per come si muovono, per il tono della voce, perché sanno raccontare le cose. Ci sono quelle che ti conquistano con la determinazione, con la bontà, con il talento. Ci sono esseri umani che ti fanno commuovere, che ti illuminano, che hanno il tuo stesso sangue. Ci sono gli amici che scegli, quelli che ti deludono e perdoni, quelli grazie ai quali cambi, quelli per cui non cambi mai. Ci sono persone che ti convincono, che ti sorprendono, che ti affascinano. E poi ci sono le persone che senti. E non necessariamente sono queste cose, forse ne sono alcune, a volte nessuna. Magari non sono perfette, non sono infallibili e sbagliano tutto. Eppure sono le persone che senti. Quelle che sembra che qualcuno vi abbia sintonizzato sulla stessa frequenza radio in un tempo in cui la radio non esisteva ancora.

Vi auguro…

Vi auguro di innamorarvi ancora, ma della stessa persona che avete vicino. Quella che diamo per scontata e che invece non lo è affatto. È un rapporto diverso, più consapevole, pacato, maturo. C’è un’intimità silenziosa fatta di sguardi che intuiscono e perdonano, piccoli gesti che curano, tenerezze che si alternano a momenti di intensa passione. Non so se è fortuna o il risultato di tutta la cura e l’attenzione che ho messo, della mia ostinazione, dei dolori e delle perdite che abbiamo condiviso e che in qualche misura hanno rinsaldato la complicità e la comprensione.
Alla fine l’amore è volontà, è esserci comunque e nonostante. È qualcosa che trasforma e guarisce, che accetta le fragilità, che prova a renderci migliori.

Tutto scorre

È solo questione di tempi, e la relativa azione nasce dall’essere presente, sul pezzo, nel non lasciar andare ciò che reputiamo davvero importante… Nessuno si sbatte l’anima per qualcosa di cui non sia veramente convinto che valga la pena farlo… Perché è tutto relativo… L’assoluto, il “mai” e il “per sempre” sono solo nostre “cornici” alla realtà, per non smarrirsi davanti al Tutto, all’Infinito, all’Universo… Ma nulla è mai e niente è per sempre… Tutto scorre, e scorrendo muta… questa l’insondabile, eterna Legge del Logos, del viaggio della Vita…

Incapacità di dire

Delle volte vorremo saper parlare, ma scopriamo che qualcuno prima di noi ha avuto lo stesso bisogno di esprimere lo stesso concetto che avevamo in mente con le parole giuste. Le parole che cercavamo e che non riuscivano ad uscire. Si sente dire spesso: “Non mi vengono le parole!”. Si tratta di situazioni che riteniamo importanti e ci frega la paura di sbagliare. Ne siamo veramente sicuri? E allora perché nelle stazioni, nei bar, nei posti di lavoro o nelle circostanze più familiari succede di non essere sicuri di ciò che si dice? “Dove ho la testa?” diciamo! Perché siamo così insicuri nel parlare. Distrazione. Paura. Incapacità di relazionare. Sono queste le cause?

Probabile.
Il problema è che non sopportiamo di dover convivere con l’angosciante consapevolezza che tutto ciò che vive è già stato descritto, raccontato e analizzato da qualcuno prima di noi. Cosa ci preoccupa allora? Vorremmo inventare, plasmare nuove forme di espressione… Già la forma… la forma.
La forma è solo un espediente. Un modo per dire: “Eh! cosi! Sto dicendo le solite cose ma guardate come le dico bene!”. Eppure è proprio lì che si gioca tutto. Le parole devono avere una forma… quella giusta per essere incastrate nel puzzle della memoria della gente che le ascolta! Se non le mettiamo nel verso giusto nessuno le conserverà. E’ così che funziona ed è proprio per questo che si ha così paura di sbagliare. Noi vogliamo comunicare, ma non sempre ci si riesce… è la nostra angoscia.
Il rimedio ce lo dà la musica (degli altri). La usiamo per esprimere le nostre idee, convinzioni, sentimenti…
Potrei dire che ci sono parecchi cantautori, gruppi o semplicemente musicisti che hanno saputo cogliere degli attimi della mia vita e impressionato per l’esattezza con cui li descrivevano. Ma non ha senso riportarli o citarli perché sebbene mi abbiano messo le parole in bocca, solo io conosco il significato che hanno per me.
Tutti sanno ciò che le parole dicono, ma non ciò che significano!
Ci sono i diritti d’autore sulle parole degli altri… ma sul loro significato non pagheremo mai una tassa, perché solo noi ne conosciamo il valore.

Resistere, sempre

Quante volte ci capita di attraversare momenti bui, per svariati motivi: di salute, economici, affettivi o di lavoro? e ci domandiamo spaventati come andremo avanti? dove andremo a finire? Quando veniamo duramente sconfitti, ci allontaniamo dalla realtà presente, ci ritiriamo in noi stessi e ci dimentichiamo delle enormi capacità che abbiamo e che non utilizziamo. Ci scordiamo delle opportunità che la vita stessa ci offre. Ci sentiamo sconfitti, impotenti e ci lasciamo andare, aspettando non si sa cosa. Questo non ha senso. Dobbiamo ricordarci che abbiamo molteplici possibilità, bisogna solo cercarle. Lo so che è più facile a dirsi che a farsi, ma d’altronde che alternative abbiamo? Neanche perdere tempo a lamentarci è utile. Il non avere più questo o quello, rimuginare sui nostri errori o sul male che ci hanno fatto gli altri. Sbagli ne facciamo tutti e cattiverie ne riceviamo tutti. Lo so che è più facile a dirsi che a farsi, ma d’altronde che alternative abbiamo? Non è semplice ottimismo: facciamo le cose che ci piacciono, che ci stimolano e lasciamo perdere il resto. Se ci sono cose che per noi hanno realmente valore, lottiamo per realizzarle. Lottiamo senza paura, col piacere, con il gusto di farlo.