Gioia e passione

Molti sono i gesti, i rituali che creano piacere alla nostra quotidianità. Prepararsi un caffè appena svegli al mattino, accarezzare il cane che dimostra la sua gioia nel vederti, scambiare dei pensieri con qualcuno cui si vuole bene, andare al mercato per vedere i colori delle bancherelle, comprare una piantina di basilico che sprigiona profumo d’estate, fare una passeggiata in mezzo al bosco… innumerevoli e diversificati sono i nostri gesti, le nostre passioni, a cui nessuno è dato giudicare. Per questo è importante cercare la gioia con passione instancabile.
La gioia, tanto più profonda della felicità, la passione, tanto più nutriente dell’eccitazione.

Respiri

Ogni respiro ha i suoi dettagli, fatto di profumi, di pieghe, di gioie e dolori.
Dettagli minuscoli a volte impercettibili a volte opprimenti.
Li stringo forte in un angolo della mente, un modo per catalogarli, estrarli ed ammirarli al momento del bisogno.
L’album è pieno di respiri. Catalogati in ordine sparso, uno per ogni emozione, gioia e sofferenza. Uno per ogni momento.

Stima

Il valore che diamo a una persona è dato dalla stima che riponiamo su di essa.

Questa stima si forma dal modo di interagire con lei e da ciò che riceviamo. Ossia, da come questa persona reagisce ai nostri stimoli e da cosa decide di restituire, di aggiungere, di elaborare e passarci, in un interscambio che arricchisce entrambi.
Stima è riconoscere in questa persona integrità, sincerità, coerenza, capacità e la solidità che permette alla fiducia di radicarsi, nei giorni, nelle settimane e nei mesi.
Stima è “dare un valore”, un valore che sia al di sopra della media, per un modo di comportarsi, per un’integrità caratteriale, per determinati talenti da cui possiamo attingere e a cui possiamo anche contribuire, quando la fiducia è stata cementata.

La perdita della stima in una persona è molto vicina all’esperienza del tradimento. Un passo doloroso da superare è uno stupore freddo: l’incapacità di riconoscere quella persona per quella che ci si era manifestata, per quella che fino a poco prima credevamo essere.
Perdere la stima significa ritrovarsi soli in un’ attività, in un sentimento, in un qualsivoglia genere di scambio, quando prima si era in due e si producevano flusso energetico e valore, scambio umano e creazione – su diversi livelli.
Un’esperienza del genere può causare un collasso nervoso e nel peggiore dei casi andare anche a far tremare le fondamenta nella nostra scala di valori e dei nostri punti di riferimento. Con ricadute sulla stessa fiducia che riponiamo o riponevano in noi, per esserci “causati” un’esperienza del genere.

In questi mesi ho perso la stima in tante persone e questo fa male.

Un leggero vento

L’erba del prato mossa da un leggero vento, mi porta a pensare alle montagne che ho vissuto questa estate. La montagna dona tantissimo; è affascinante, profonda, emozionante, sa offrirci sensazioni, profumi e colori. Ognuno può viverla come crede, come desidera. Le opportunità non mancano. La montagna riesce a mettere in luce i nostri limiti, le nostre forze, le nostre debolezze. Quell’avanzare verso la meta, il tremore dei muscoli stremati e il sudore che dopo un attimo si trasforma in gelo, sulla schiena, sono sensazioni uniche. I panorami incantevoli, le nuvole bianche, incantano la vista e sgombrano la mente. La libertà, riecheggia come un grido nell’aria.

Prigione

Fuori nubi sottili, settembrine, dentro mura dense, solide. Non soffro di ‘prigionia’ anzi, con il verde che circonda la casa, le opportunità di aria e natura non mancano, ma la scorgo negli occhi incrociati di anonimi passanti e un po’ mi rattrista. Basterebbe poco per aver gioia della vita; i raggi di sole che avvisano l’inizio del giorno, il profumo del sugo che arriva dalla cucina, la telefonata inaspettata di una persona cara e soprattutto sopra ogni cosa, il saper di stare in salute. Troppe volte ci si dimentica di quando poco basti far sorridere i nostri occhi, farli evadere da quella ‘prigione’ che è dentro la nostra mente.

Forte

Avere un animale domestico in casa, come il mio ‘Forte’, un puro meticcio di 17 mesi, mi porta spesso a sottili riflessioni, tutte scontate per chi possiede un cane, forse meno per chi non lo ha.
L’amore incondizionato fatto di sguardi, leccate, scodinzolii e contatti è impagabile. L’impegno di nutrirli, giocarci, portarli a sgambettare, pulirli e curarli, sono poco in confronto alla gioia che dimostrano al tuo arrivo dopo un’assenza.
Certo, la quotidianità non è più la stessa, me ne sono reso conto in questo anno e mezzo. Il muoversi soprattutto, le spese al supermercato, il mangiare al ristorante, l’alloggiare in albergo, le vacanze e via via, non tutto è possibile, i limiti ci sono e non pochi. Le rinunce non mancano e tutto non si puo’ fare come prima, bisogna cambiare, abituarsi a nuove soluzioni. (continua)

Il silenzio

Abituati al rumore assordante della città, al vociferare continuo nelle vie, nei negozi, negli uffici, al parlare per riempire i momenti in convivialità e condivisione, ci dimentichiamo molto sesso dell’importanza del silenzio. Eppure il silenzio è un’altra forma di linguaggio, quella più intima e vera. Solo nel silenzio i filtri scompaiono, i pensieri sono nudi e senza condizionamenti. Il silenzio è il miglior compagno, il nostro vero e sincero amico a cui possiamo confidare tutto anche quello che facciamo fatica dire a noi stessi.

Lava

Da tempo ormai, l’area amichevole di cui si è riempita di volta in volta nel corso degli anni, la mia vita, ha smesso di alimentarsi. Chi ho abbandonato, chi è rimasto distante, chi è scomparso e chi ho semplicemente smesso di sentire. Tutti nel contenitore affezione, nel reparto dispensa.
Non so cosa, non so come, non ho risposte o meglio non le cerco. L’abitudine, questa conosciuta amica-nemica, ormai da tempo, ha preso il sopravvento sulla gestione quotidiana della condivisione fisica, affettiva, amichevole
Quando un “lamento” non viene cancellato con un’azione “fisica”, rimane sommerso ma vivo e come la lava di un vulcano, è probabile che ogni tanto erutti.    

Ipersensibilità

Non so se sia l’età, anche se la saggezza dovrebbe rafforzare il sistema limbico non indebolirlo, fatto sta che, da qualche anno indiscutibilmente, mi accorgo di emozionarmi con estrema facilità. Davanti a visioni, azioni contrapposte come violenze o gentilezze, cattiverie o benevolenze, mi ritrovo fragile fino al punto di raggiungere il pianto con molta facilità. Non mi vergogno di esprimere questo sentimento che per molti sembrerà segno di debolezza. A onor del vero la cosa mi imbarazza non poco e preferirei non succedesse ma non ci posso far niente. Da quando ho un cane poi, davanti a soprusi, cattiverie e qualsiasi negatività su animali, su tutti gli animali, sono costretto a cambiare visione per evitare un grande malessere che mi porta solo disagio, sofferenza e inquietudine.
Quello che mi fa specie, e ritorno alle prime righe del post, è che qualche anno fa, la ragione la razionalità mi portava a discernere i fatti e le azioni con più logica, senza scendere in commozione.
Di tutto questo mi domando il perché.

Io non so scrivere

Io non so scrivere, sto imparando a scrivere.
E’ sempre stato un mio grande desiderio scrivere ma, per una serie di “ma”, esclusivamente di mia responsabilità, non l’ho mai messo in pratica. Solo una quindicina di anni fa ho cominciato con la musica.
Grande appassionato, da oltre cinquant’anni, mi sono detto: “Perché non scrivere qualche recensione? Ascolto dischi da sempre, la musica è il mio interesse e piacere primario, desidero imparare a scrivere, quale occasione migliore?”
Con tutte le imperfezioni che un incompetente manifesta come errori grammaticali, ortografici e lessicali, cominciai, consapevole del fatto che ci mettevo il cuore e che l’unica cosa che a me interessava era trasmettere le sensazioni e le emozioni che un disco mi infondeva, al di la dell’inesperienza giornalistica che a me certamente faceva difetto.
Ho scritto qualche centinaio di recensioni e un po’ alla volta le sto riversando in questo neonato blog personale.
Da pochi mesi mi sono avventato nella composizione di qualche haiku e di qualche prosa, senza particolare ambizione poetica. Sono per me semplici pensieri articolati in forma, un modo come un altro per tener uno “scripta manent” in una “mens sana”.