La storia

Ho studiato poco la storia purtroppo. Negli anni di scuola dove sicuramente si aveva modo, tempo e opportunità di farlo, ho preferito dell’altro. Mi sono rifatto in parte negli anni successivi, forse perché non ero costretto, forse perché la maturità mi ha permesso di capire quanto sia importante per capire il nostro presente. Studiare la storia, che poi ognuno cercherà di vendervela come più gli aggrada, serve a non dimenticare quello che è stato fatto a causa del pensiero che c’era in quel momento. Questo serve o meglio dovrebbe servire, il condizionale è d’obbligo, per non rifare gli errori che sono stati fatti ma, il condizionale purtroppo la vince, eccome! In questo ultimo ventennio si è assistito ad un ritorno al “pensiero passato”, ad una certa nostalgia di “socialità” per non usare il termine “regime” che bene non fa, anzi, ci riporta indietro invece che in avanti. Tutto questo a causa di quel “condizionale” che non riusciamo non solo a demolire ma a volte neanche a scalfiggere. E allora verrebbe da pensare “a cosa serve studiare la storia?” Resto dell’opinione che invece è importante studiare la storia se non altro per quelli che credono nel futuro, per quelli che credono nella libertà, per quelli che credono nell’uomo e nella natura. E io credo in questo.

Emozioni

Si dovrebbe trascorrere ogni giorno emozionandosi almeno un po’, cercando la bellezza nei fiori, nella poesia, nella musica, parlando con gli animali,  con i vecchi.

Bisognerebbe capire che la vita senza emozioni conta poco, che le emozioni sono la parte migliore della nostra quotidianità, che danno un senso alla vita.

Converrebbe imparare che solo una vita vissuta così è una vita che è valsa la pena di vivere. E alla fine dei nostri giorni i rimorsi non avranno avuto spazio.

Anche per te

Che sembri un mistero
sembri complicata
ma ami la semplicità.

Che chiudi la porta
ma aspetti che un’emozione
la sfondi.

Che hai giocato e perso
ritentato e fallito
con la vittoria nel cuore.


Che sei caduta
e senza darti per vinta
hai rialzato la testa.


Che chiudi gli occhi
e in silenzio sognando
aspetti il domani.


Che tocchi il cielo
in un secondo
mettendoci il cuore
.

Che non ti mostri
nascondendo una bellezza
come dentro una canzone
.

Che guardando il mare
ti ubriachi di sale
per poi volare alto
.

Che hai occhi pieni
di momenti già stati
e da vivere.

Imparare

Impari con fatica e umiltà che la vita altro non è che un’alternarsi di gioie e dolori. Un susseguirsi di tante piccole vite, vissute un giorno alla volta.

Impari che la vita è osservare un tramonto, stringere la mano a un malato, lo scodinzolare del tuo cane quando ti vede, il pianto incompreso di un neonato, il sorriso sincero del tuo amore, la speranza di una guarigione. 

Impari a vivere ogni giorno ringraziando la vita.

Percorso

La vita non è solo quella che è, ma
è anche quella che uno si immagina.

E’ una sottile resistente lastra
trasparente  tra sogni e realtà.

Un percorso articolato che inizia  con la vita
e prosegue sulla via per la morte.

Lava

Da tempo ormai, l’area amichevole di cui si è riempita di volta in volta nel corso degli anni, la mia vita, ha smesso di alimentarsi. Chi ho abbandonato, chi è rimasto distante, chi è scomparso e chi ho semplicemente smesso di sentire. Tutti nel contenitore affezione, nel reparto dispensa.
Non so cosa, non so come, non ho risposte o meglio non le cerco. L’abitudine, questa conosciuta amica-nemica, ormai da tempo, ha preso il sopravvento sulla gestione quotidiana della condivisione fisica, affettiva, amichevole
Quando un “lamento” non viene cancellato con un’azione “fisica”, rimane sommerso ma vivo e come la lava di un vulcano, è probabile che ogni tanto erutti.