Lava

Da tempo ormai, l’area amichevole di cui si è riempita di volta in volta nel corso degli anni, la mia vita, ha smesso di alimentarsi. Chi ho abbandonato, chi è rimasto distante, chi è scomparso e chi ho semplicemente smesso di sentire. Tutti nel contenitore affezione, nel reparto dispensa.
Non so cosa, non so come, non ho risposte o meglio non le cerco. L’abitudine, questa conosciuta amica-nemica, ormai da tempo, ha preso il sopravvento sulla gestione quotidiana della condivisione fisica, affettiva, amichevole
Quando un “lamento” non viene cancellato con un’azione “fisica”, rimane sommerso ma vivo e come la lava di un vulcano, è probabile che ogni tanto erutti.    

Tempo

Tempo per piangere
Tempo per ridere

Tempo in salute
Tempo in malattia

Tempo per gli altri
Tempo per te

Tempo con la pioggia
Tempo con il sole

Tempo per l’astio
Tempo per l’amore

Tempo di pianto
Tempo di gioia

Tempo per la morte
Tempo per la vita

Sento

Sento diminuire il bisogno di contatto umano,
quel poco che avverto si esaurisce con i contatti virtuali.

Sento il desidero di distanze maggiori,
pace e luoghi tranquilli.
La montagna. Il bosco.

Sento il timore di non essere più in grado di vivere
in quella che un tempo era definita normalità.

Sento che l’isolamento, superato il dolore
e lo smarrimento iniziale,
sia la forma più estrema di libertà,
almeno mentale.

Ieri e oggi

Da piccolo
guardavo il futuro
come un qualcosa d’irraggiungibile.


Da ragazzo
ho fumato una sigaretta
come un qualcosa di proibito
.

Da giovane
ho studiato materie
come un qualcosa di inutile.


Da uomo
sognavo una vita
come un qualcosa di meritato.


Da vecchio
attendo il domani
come un qualcosa di bello.

Il leone ruggisce ancora

Riflessione sull’ultima produzione di Van Morrison

Dopo diversi anni e molte uscite discografiche, non tanto entusiasmanti, “The Man” torna a ruggire. Latest Record Project Volume I è il suo più bel disco dell’ultimo ventennio. Non certo un capolavoro ma sicuramente un album che non annoia anzi, lo ascolto in loop e non mi stanca per nulla. Sorvolo su alcuni testi che non mi trovano d’accordo per niente ma il suono è sempre quello di un grande e se a trequarti di secolo incidi ancora un album doppio con 28 canzoni (e un altro che arriverà) per ben due ore di musica, vuol dire che talento, ingegno e ispirazione non ti fanno difetto.

E proprio su questi ultimi aggettivi, per niente esagerati, mi sorgono spontanee alcune domande: Cosa succederà quando non ci sarà più questa generazione di musicisti? Penso a Bob Dylan, Neil Young, Bruce Springsteen… Cosa gli spinge a continuare a scrivere e pubblicare, a mettere la musica al centro della propria vita? Potrebbero godersi le giornate senza troppe preoccupazioni… Eppure non mollano, perché? Dove trovano tutta questa energia e ispirazione?
Le risposte possono essere diverse ma non è questo il post per approfondirle.

Per il momento mi godo queste 28 canzoni che compongono “Latest Record Project Vol. 1”, dove non c’è un cedimento, una flessione, dove energia e determinazione si aggiungono a sensibilità e acume.
In un’epoca in cui quasi tutta la musica potrebbe essere schedata come “Musica da ascensore“, queste canzoni rivendicano una dignità e un diritto di ascolto. 
Per il momento mi godo questa loro eterna giovinezza, non pensando al futuro e concentrandomi sul presente che non è invitante, ma è quello che ci è dato vivere. E con questa colonna sonora, vi assicuro che non è soltanto piacevole, ma addirittura sorprendentemente piacevole.

Ben ritrovato quindi “The Man” della tua creatività ne abbiamo bisogno visto il “quasi vuoto” (il “quasi” è obbligatorio) musicale che regna sovrano.

Ipersensibilità

Non so se sia l’età, anche se la saggezza dovrebbe rafforzare il sistema limbico non indebolirlo, fatto sta che, da qualche anno indiscutibilmente, mi accorgo di emozionarmi con estrema facilità. Davanti a visioni, azioni contrapposte come violenze o gentilezze, cattiverie o benevolenze, mi ritrovo fragile fino al punto di raggiungere il pianto con molta facilità. Non mi vergogno di esprimere questo sentimento che per molti sembrerà segno di debolezza. A onor del vero la cosa mi imbarazza non poco e preferirei non succedesse ma non ci posso far niente. Da quando ho un cane poi, davanti a soprusi, cattiverie e qualsiasi negatività su animali, su tutti gli animali, sono costretto a cambiare visione per evitare un grande malessere che mi porta solo disagio, sofferenza e inquietudine.
Quello che mi fa specie, e ritorno alle prime righe del post, è che qualche anno fa, la ragione la razionalità mi portava a discernere i fatti e le azioni con più logica, senza scendere in commozione.
Di tutto questo mi domando il perché.