Sento

Sento diminuire il bisogno di contatto umano,
quel poco che avverto si esaurisce con i contatti virtuali.

Sento il desidero di distanze maggiori,
pace e luoghi tranquilli.
La montagna. Il bosco.

Sento il timore di non essere più in grado di vivere
in quella che un tempo era definita normalità.

Sento che l’isolamento, superato il dolore
e lo smarrimento iniziale,
sia la forma più estrema di libertà,
almeno mentale.

Ipersensibilità

Non so se sia l’età, anche se la saggezza dovrebbe rafforzare il sistema limbico non indebolirlo, fatto sta che, da qualche anno indiscutibilmente, mi accorgo di emozionarmi con estrema facilità. Davanti a visioni, azioni contrapposte come violenze o gentilezze, cattiverie o benevolenze, mi ritrovo fragile fino al punto di raggiungere il pianto con molta facilità. Non mi vergogno di esprimere questo sentimento che per molti sembrerà segno di debolezza. A onor del vero la cosa mi imbarazza non poco e preferirei non succedesse ma non ci posso far niente. Da quando ho un cane poi, davanti a soprusi, cattiverie e qualsiasi negatività su animali, su tutti gli animali, sono costretto a cambiare visione per evitare un grande malessere che mi porta solo disagio, sofferenza e inquietudine.
Quello che mi fa specie, e ritorno alle prime righe del post, è che qualche anno fa, la ragione la razionalità mi portava a discernere i fatti e le azioni con più logica, senza scendere in commozione.
Di tutto questo mi domando il perché.

Il meno peggio

Non mi occupo attivamente di politica ma da uomo e cittadino mentalmente attivo sono attento a quello che mi succede intorno.
Per esperienza quasi cinquantennale, posso ma è opinione generale, tranquillamente affermare che non c’è mai stata un’opposizione che affermasse qualcosa di positivo al governo di turno.

Facile stare all’opposizione e pontificare su cosa si sarebbe dovuto o non dovuto fare.”

Mi viene quindi spontaneo pensare come sarebbe andata la prima fase dell’epidemia se al governo ci fossero stati Salvini, Meloni e company.
Al solo pensiero delle decine e decine di dichiarazioni del “capitano” e dei suoi lacchè di corte, rabbrividisco.
Ne ricordo alcuni: il virus non esiste, sono gli extracomunitari che lo portano sulle nostre terre, il virus che poi esiste ma è clinicamente morto, sul “riapriamo tutto”, sulle mascherine che non servono, sulla dittatura sanitaria ecc. ecc.

Con il seno di poi, nonostante che degli errori non siano mancati, ancora una volta mi appello alla regola del meno peggio. Della serie: “meglio questa realtà zoppicante, che un futuro che poteva essere disastroso.”

Ad maiora!

Oggi si celebra la Resistenza

Resistenza indica una forma di opposizione attiva alle aggressioni, proprio come quella messa in campo dai partigiani.

Nell’ultimo decennio si è assistito a un rafforzamento di formazioni politiche di estrema destra e fascistoidi. Peggio ancora, i loro obiettivi e le pratiche politiche dell’estrema destra hanno contaminato molte delle forze parlamentari e istituzionali che si definiscono antifasciste.
C’è ancora un fascismo, non necessariamente identico a quello del passato, ma c’è.

Oggi tutti i partiti di centrosinistra trovano una propria identità in opposizione all’estrema destra. Ma fanno molta più fatica a darsi un’identità in modo attivo, riconoscendosi in obiettivi comuni e in una visione di futuro, diventando infine complici degli stessi partiti fascistoidi di cui si dichiarano avversari.

È necessario ricordare quindi che l’antifascismo è una parola che indica una forma di opposizione attiva, proprio come quella dei partigiani, che si celebra il 25 aprile.

Resistenza significa sostenere e contribuire in ogni modo possibile, anche solo con parole di sostegno esplicito e pubbliche, di stare dalla parte dei deboli, di chi soffre, di chiede aiuto.

Resistenza significa scendere in piazza per ricordare i 40 mila partigiani morti combattendo armi in pugno il regime nazifascista, caduti provando a costruire per l’Italia un futuro di libertà.

Buon 25 aprile

Coerenza

Si dice che la coerenza è uno stretto legame tra le proprie idee e l’agire pratico. Bene, in effetti questa è coerenza, difficile ma è questa.
Quello che mi fa specie è che molti invece intendono per coerenza il mantenere le stesse idee. Quindi mai cambiare idea, dove per idea intendo un pensare politico, un credo spirituale, una posizione sociale o chicchessia.
Cambiare idea invece è lodevole, non bisogna vergognarsene, negarlo o accusare qualcuno per averlo fatto. Infatti, in realtà, in politica sono molti coloro che cambiano idea. Però negano di averlo fatto. E, nel frattempo, chi li accusa non entra nel merito ma denuncia solo la loro incoerenza. Come se la coerenza fosse un valore di per sé.

Cambiare idea è positivo, è un rinnovamento utile che fa crescere e che sprona a nuove azioni ma solo a una condizione che quest’ultime siano COERENTI con le idee.

Emozione…

È cosi difficile gestire un emozione?
Quando arriva a me scende una lacrima. Per me è cosi difficile che mi dico sempre: “È come se avessero toccato un nervo scoperto”, una specie di dolore che mi spiazza e che mi fa lacrimare. Quando mi emoziono mi si bagnano gli occhi e mi scende una lacrima. Un’emozione mi colpisce come un’onda di marea e cresce poi come uno tzunami, e mi spiazza perché non so mai esattamente dove andrà a finire. È un po’ come percepire il dolore nell’orecchio quando in realtà è il nervo del dente che, scoperto, soffre e mi fa dolere l’orecchio. Sembra strano, vero?
È cosi difficile gestire un’emozione?
Per me si. Quando mi arrabbio, quando piango e quando rido o resto in silenzio, magari non è proprio per quel che sento o vedo ma perché quel che sento o vedo è andato a toccare chissà dove quel nervo scoperto e mi fa male l’orecchio. Sembra strano vero? A me si. A me sembra strano tutto. La vita è strana. A me sembra strano anche che stia qui a scrivere queste cose che probabilmente non significano nulla e non importeranno a nessuno… Ma che scrivo ugualmente, magari per chissà quale emozione che è in me.

Politica

Se continuiamo a considerare la politica una cosa sporca, infettiva e contagiosa, lasciamo spazio a coloro che della politica fanno una professione, al fine esclusivo di perseguire il proprio utile e, così facendo, spianiamo la strada ai disonesti. A loro piace vincere facile e noi non facciamo niente per impedirglielo. Salvo piangerci addosso e raccontarci che siamo noi quelli bravi, buoni ed onesti. Quando invece siamo gli indifferenti.

Onda d’urto

Abbiamo una marea di uomini e donne con una cultura vasta e titolata. Persone che potrebbero dare molto a questa società. In un momento storico tra l’altro tra i più “medioevali” mai vissuti. E questi dove sono? Cosa fanno? Vivono in una sfera di cristallo? Mah! Non capisco questo loro silenzio, questa loro mancanza di “azione”. E’ proprio in questo periodo dove la sinistra latita, l’opposizione è in letargo, la classe politica che governa sta facendo male, che questa intellighenzia dovrebbe farsi sentire… Creare un’onda d’urto fatta di azioni verbali, fisiche, tutte rivolte a far crescere quella gioventù inerme e priva di interessi politico e sociali. Insomma una vera onda del “Se non ora quando?”

Ci sono…

Ci sono persone che ti piacciono perché le stimi, altre perché sono intelligenti, altre perché sono belle. Ci sono quelle di cui apprezzi l’ironia, la spontaneità, il coraggio. Ci sono quelle che ti stupiscono con un gesto, quelle su cui puoi contare sempre, quelle che ti insegnano qualcosa. Ci sono persone che ti piacciono per come si muovono, per il tono della voce, perché sanno raccontare le cose. Ci sono quelle che ti conquistano con la determinazione, con la bontà, con il talento. Ci sono esseri umani che ti fanno commuovere, che ti illuminano, che hanno il tuo stesso sangue. Ci sono gli amici che scegli, quelli che ti deludono e perdoni, quelli grazie ai quali cambi, quelli per cui non cambi mai. Ci sono persone che ti convincono, che ti sorprendono, che ti affascinano. E poi ci sono le persone che senti. E non necessariamente sono queste cose, forse ne sono alcune, a volte nessuna. Magari non sono perfette, non sono infallibili e sbagliano tutto. Eppure sono le persone che senti. Quelle che sembra che qualcuno vi abbia sintonizzato sulla stessa frequenza radio in un tempo in cui la radio non esisteva ancora.

Vi auguro…

Vi auguro di innamorarvi ancora, ma della stessa persona che avete vicino. Quella che diamo per scontata e che invece non lo è affatto. È un rapporto diverso, più consapevole, pacato, maturo. C’è un’intimità silenziosa fatta di sguardi che intuiscono e perdonano, piccoli gesti che curano, tenerezze che si alternano a momenti di intensa passione. Non so se è fortuna o il risultato di tutta la cura e l’attenzione che ho messo, della mia ostinazione, dei dolori e delle perdite che abbiamo condiviso e che in qualche misura hanno rinsaldato la complicità e la comprensione.
Alla fine l’amore è volontà, è esserci comunque e nonostante. È qualcosa che trasforma e guarisce, che accetta le fragilità, che prova a renderci migliori.